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Con Echoes of the Void, i deserti raccontati da Maria Rebecca Ballestra.

Echoes of the Void è il nuovo progetto itinerante dell’artista Maria Rebecca Ballestra, patrocinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia e curato da Rachela Abbate, che vede tra i partner Il Giornale delle Fondazioni.
Un progetto dall’apertura internazionale e transdisciplinare, in linea con la metodologia progettuale dell’artista, che durante due anni di viaggi si confronterà con il tema dei deserti e dei territori poco antropizzati.
13 tappe durante le quali Maria Rebecca Ballestra prenderà in esame alcuni tra i più grandi deserti del mondo, investigando diversi livelli di significato in chiave geologica, ambientale, culturale, spirituale, e politica. Quattro le tappe del progetto già realizzate, il Sonora Desert in Arizona grazie alla residenza artistica Signal Fire, che ha permesso all’artista di confrontarsi con il tema del «selvaggio», il Deserto del Namib (Namibia) considerato il deserto più antico al mondo, il deserto de l’Agriate in Corsica grazie al sostegno del FRAC (Fonds Régional d’Art Contemporain), e più recentemente il Rub Al Khali grazie al sostegno del Maraya Art Center di Sharjah negli Emirati Arabi Uniti, che ha ospitato Maria Rebecca in residenza dal 3 al 13 Dicembre 2016.
Echoes of the Void, è da poco approdato in Sud America, in Argentina, dove la residenza artistica Barda del Desierto ha selezionato tra duecento candidature 10 artisti internazionali (Carmen Vicente – Perú; Celeste Rojas Mugica – Cile, Federico Gloriani – Argentina; Leo Ayres – Brasile; Natalí Tubenchlak – Brasile; Nina Bacun – Croazia, Rodrigo Alcon Quintanilha – Argentina, Brasil, Mauro Rosas y Fabián Urban – Argentina, Maria Rebecca Ballestra – Italia) che trascorreranno tutto il mese di Gennaio 2017 in Contralmirante Cordero, in Patagonia. In questa occasione Maria Rebecca Ballestra realizzerà un progetto su «identità e territorio» attraverso un progetto relazionale che coinvolge sia la comunità locale che la comunità indigena Mapuche. Barda del Desierto ha infatti come finalità quella di diffondere la pratica artistica come elemento di aggregazione e di promuovere attraverso l’arte la microregione del Alto Valle Oeste, oltre naturalmente favorire la decentralizzazione della cultura dai grandi centri urbani, creando un polo artistico fuori dai luoghi convenzionali.
Maria Rebecca Ballestra è solita a forme di produzione artistiche nomadiche, e dilatate nel tempo. Con il suo ultimo lavoro Journey into Fragility, l’artista ha sviluppato dodici progetti in dodici diversi luoghi del mondo, con l’obiettivo di costruire un dialogo costruttivo per l’ambiente e il valore del vivere sulla Terra.
www.echoesofthevoid.com

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